21/05/2005
"Sono nato, come ormai credo tutti sappiano, in un quartiere alla periferia di Roma, quello che in genere definiscono borgata: Cinecittà. Ottomila anime mischiate a un pò di tutto. Nelle zone cosiddette alte, quelle dove esisteva una certa agiatezza, e in quelle basse, dove non si contano e non si contano ladri, spacciatori, prostitute. Io vivevo in una fascia intermedia, una specie di zona franca dove ci si conosceva un pò tutti, e in cui non era difficile evitare il pericolo"...
"Eros, un nome oggi famoso, ma che all'inizio ha creato qualche problema. Mio padre era decisissimo a volermi battezzare con quel nome: per lui era un omaggio a mia madre e alla mia nascita, ma il prete delle nostra parrocchia non la pensava così. Eros non era un nome religioso. Del resto, la nostra famiglia religiosa in senso tradizionale non lo è mai stata. Nacquero un sacco di storie, ci furono problemi, ma sia mio padre che mia madre erano cocciuti, è così la spuntarono sul prete".
"Da piccolo ero una specie di peste, spaccavo tutto quello che mi trovavo in mano: radio televisioni, chitarre....Sembrava che involontariamente avessi già uno spiccato senso musicale perchè mi caricavo di energia 'distruttiva', ascoltanto il rock di quegli anni, in particolare quello dei Rollin Stones"
"In casa mia c'era sempre musica: la radio accesa, o un vecchio giradischi in funzione. L'aveva trovato naturalmente mio padre che di mestiere faceva il muratore, ma che non aveva mai soffocato dentro di sè la sua aspirazione di ragazzo: fare il cantante..."
"Portavo gli occhiali spessi come fondi di bottiglia e i compagni mi massacravano di battute. E' uno dei motivi per cui mi sono chiuso in me stesso".
Ancora oggi ha una forte miopia ma riesce a nasconderla grazie alle lenti a contatto.
Posted by ELENAFRAGOLA13 | h: 15:37 |
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